Quando per la prima volta si è iniziato a parlare in diocesi dei Gruppi di Animazione Sociale, detti anche Granis, la domanda che è sorta è stata anzitutto quella del capire cosa fossero.

Premesso che quanto qui è detto dovrà trovare la sua conferma soltanto nella prassi, pare comunque importante provare a delineare un “quadrifoglio” (che porta fortuna a chi lo trova!) di attenzioni che vuole mettere in atto nel proprio territorio un Granis.

  1. Il servizio alla Pastorale Sociale e del Lavoro

Questo è un primo ambito, certamente operativo ma fondamentale, per tradurre sul territorio le varie proposte diocesane o della Chiesa italiana che lungo l’anno sono portate avanti dal Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro.

In modo sintetico vengono elencate quelle fondamentali:

  • mese di settembre – giornata del creato;
  • Mese di novembre – giornata del ringraziamento

c) tempo di Avvento – mezza giornata di spiritualità per gli impegnati nell’ambito sociale e politico (anche gli amministratori pubblici);

d) Gennaio – mese della pace;

e) giornata della Solidarietà e Convegno legato a questa giornata

f) tempo di Quaresima – mezza giornata di spiritualità per gli impegnati nell’ambito sociale e politico (anche gli amministratori pubblici);

g) Veglia per il Lavoro (data ipotizzata per tutta la Lombardia il 26 aprile).

Promuovere all’interno dei propri territori questi momenti è già un primo umile ma prezioso servizio.

2. La visione del territorio

La domanda che guida un Granis non può che essere: cosa sta accadendo attorno a noi, a partire dal nostro territorio? Lo conosciamo, dal punto di vista delle realtà che più devono starci a cuore? Ad esempio, circa la situazione abitativa, occupazionale, delle vecchie e nuove povertà ma anche circa i più diffusi stili di vita. La nostra gente si interroga circa le proprie scelte quotidiane nei consumi, nell’uso del denaro, del tempo, circa il rispetto dell’altro e del mondo? Comprende il rapporto con la propria fede e tutto ciò, le implicanze con quello che accade nel resto del Paese e più in generale in questo mondo ormai globale?

Il livello del vedere, del porsi come sentinelle che vigilano non per puntare il dito ma per “giudicare” alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa è sempre più urgente.

D’altro canto la pedagogia del vedere – giudicare – agire continua a rimanere non solo attuale ma necessaria per non lasciare che gli eventi accadano in modo fatalistico.

3. La comunicazione

Il Granis, in accordo con il proprio decanato di riferimento, ha la necessità di comunicare allo scopo di educare a vivere coerentemente il sociale a partire da un’informazione corretta e trasparente che è già l’inizio di un percorso di formazione. Dove comunicare?

I principali strumenti sono i bollettini e i siti parrocchiali / decanali (quanto spazio c’è oggi per il sociale?), il sito occhisulsociale che di volta in volta potrà dare spazio e parola alle attività dei vari Granis e dove far conoscere le varie iniziative locali. Ve ne possono essere anche altri.

4. Il lavorare insieme

Che il lavoro di rete sia importante è oggi sempre più ripetuto, ma che non sia facile da realizzare è altrettanto evidente. Eppure appare una delle priorità metodologiche del Granis. Questo al fine di coordinare meglio le attività dei vari enti e associazioni e soprattutto per mettere insieme anche sensibilità diverse per un fine comune.


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